LE CAMPANE: STORIA, SUONI E FUNZIONI.



La Campanologia

Il termine, derivante dal latino ("campana"- campana) e dal greco (-"λογια" logia discorso) perciò letteralmente "discorso sulle campane", indica l'insieme di tutte le discipline inerenti allo studio sistematico e scientifico delle campane sotto tutti i punti di vista (musicale, acustico, artistico, culturale, religioso).

Campana

La campana è uno strumento musicale, appartenente alla classe degli idiofoni, famiglia degli idiofoni a percussione a battente.

Per quanto riguarda lo strumento occidentale (introdotto in Europa dall'Impero romano d'Oriente), è solitamente in bronzo, utilizzato nel mondo cristiano soprattutto per scandire il tempo dai campanili delle chiese o come richiamo per funzioni, particolari ricorrenze od eventi riguardanti la comunità, e viene suonato dai campanari.

Le campane si distinguono per il loro suono caratteristico, prodotto generalmente dalla percussione di un pendolo di ferro dolce detto batacchio sulle pareti interne della campana stessa. In latino la campana era chiamata tintinnabulum, con riferimento al suo suono. Secondo gli studiosi, il nome italiano di "campana" deriva dal latino vasa campana, espressione che indicava dei catini emisferici in bronzo prodotti nella zona di Napoli, la cui forma era ricordata dalle campane.

Ogni campana collocata su un campanile è dedicata ad uno o più Santi e reca fregi e decori a tema. Sulle campane sono spesso presenti iscrizioni in latino o nella lingua del paese in cui la campana è fusa, riguardanti l'anno di fusione, il nome del fonditore e di coloro che hanno contribuito alla fusione di quel bronzo con offerte volontarie.

Le campane: un misterioso impasto di bronzo e di cielo, di festa e di lutto, di tempo e di eternità. Il paesaggio dell'Europa cristiana è costellato da migliaia di campanili che "segnano il confine tra la terra e il cielo" (F. De André). I rintocchi dei "sacri bronzi" per secoli hanno fatto da colonna sonora alla vita delle persone e delle comunità.

Cenni storici

Il modello organologico "campana" è diffuso in moltissime culture, a partire dalla preistoria. Tuttavia sembra che le più antiche campane, così come oggi le intendiamo nel mondo occidentale, risalgano alla Cina di alcuni millenni prima di Cristo.

Gli antichi Greci erano soliti appendere, all'interno dei loro scudi, alcune campane, perché in battaglia tintinnassero in onore degli dei.

Secondo una leggenda, la campana con batacchio interno sarebbe un'invenzione italiana: sarebbe stata introdotta da San Paolino vescovo di Nola nel V secolo, anche se non vi è nessun documento che attesti la paternità dell'invenzione al Santo. In ogni caso, solo nell'VIII-IX secolo le chiese e le pievi incominciano ad essere dotate di campane e sorgono i primi campanili, diffusi sempre più dopo il Mille. Col tempo si va affinando anche l'arte dei fonditori e le differenze di suono fra un paese e l'altro: nascono così segnali associati alle campane e codificati dalla popolazione che durano ancora oggi.

«Le campane delle chiese, aiutano a non dimenticare la domenica come il giorno del Signore, rappresentano la "voce di Dio" per chi crede e sono annuncio per chi non crede. È una bella cosa ascoltare il suono delle campane, che cantano la gloria del Signore da parte di tutte le creature. Lo scandire di rintocchi da parte di migliaia di campanili in tutto il mondo, è come una liturgia celeste che non può identificarsi nel segnare semplicemente le ore, ma nel colmare il tempo della sacralità e consacrarlo a Cristo, pienezza e Signore del tempo. Ciascuno di noi porta in sé una campana, molto sensibile. Questa campana si chiama cuore. Questo cuore suona e mi auguro che il vostro cuore suoni sempre delle belle melodie»
(San Giovanni Paolo II)

Le dimensioni, il suono e la nota

Il suono di una campana è strettamente legato ad un complesso equilibrio di spessori che determinano il profilo della campana. Gli spessori formano, assieme alla nota fondamentale e ai suoni parziali, il suono della campana. La nota, invece, è determinata dal volume del vaso sonoro: più grande è la campana più grave sarà la nota; più piccola è la campana e più acuta sarà la nota. Esistono diverse tipologie di campane a seconda dello spessore, della nota e della forma. Il profilo, che prende il nome di "sagoma", può essere diverso (ad esempio) a seconda delle esigenze del luogo nel quale la nuova campana sarà collocata e delle varie epoche storiche. Esistono "sagome leggere" e "sagome pesanti" usate dai diversi fonditori.

Il maggiore peso, e quindi il maggior spessore, permette una maggiore e prolungata vibrazione dello strumento oltre che un maggiore sostegno dei toni parziali, soprattutto quelli di ottava inferiore e di terza maggiore, che devono essere presenti in ogni campana. In genere la campana in proporzione più pesante risulta avere un suono in generale più caldo e più gradevole, mentre una campana "leggera" è talvolta stridente e spiacevole all'orecchio.

Una buona campana può arrivare ad emettere fino a 50 toni parziali, ma i più importanti e soprattutto i più riconoscibili sono (rispetto alla nota fondamentale): parziale di "Prima", di "Terza" (che può essere maggiore o minore), "Quinta" (che può essere diminuita), "Ottava Superiore" e "Ottava Inferiore".

Funzioni e segnali

Ecco elencati i principali segnali legati alla vita religiosa e civile, che possono variar da zona a zona:

Campane di edifici religiosi (seguono l'anno liturgico):

L’introduzione dell’usanza di far suonare le campane nelle ore canoniche e durante la celebrazione dell’Eucarestia viene attribuita a papa Sabiniano (604-606).

  • Annuncio S. Messa: a seconda delle regioni e delle zone: 15, 30, 45 o 60 minuti prima della celebrazione
  • Angelus Domini ("Ave Maria"): mattino, mezzogiorno e sera.
  • Tutti i venerdì alle ore 15: Agonia di Gesù
  • Matrimoni, sacramenti, funerali, feste patronali, processioni, solennità, tridui, novene, rogazioni, S. Quarantore e tutte le vigilie di questi eventi.
  • Morte ed elezione del Pontefice
  • Funebre: per l'annuncio della morte di un parrocchiano o di una parrocchiana
  • Rintocchi ore, ribattuta, mezzore, quarti (ciascun modo di segnare le ore varia da paese a paese)
  • Vari: catechismo, benedizione delle case, mese mariano (maggio), viatico ai moribondi.

Campane di edifici civici:

  • Convocazione consiglio comunale
  • Lutti particolari
  • Anniversari locali o nazionali (4 novembre, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e altri)
  • Rintocchi ore
  • Scuola
  • Matrimoni
  • In alcuni comuni lombardi veniva suonato il "campanone" per l'arrivo dell'esattore delle tasse (fino agli anni '80 del XX secolo)

Anticamente le campane segnalavano anche:

  • le incursioni dei pirati
  • gli incendi
  • il coprifuoco
  • le pestilenze

Nella civiltà rurale le campane hanno sempre avuto il compito di suonare all'arrivo dei grossi temporali o della grandine, nella speranza di allontanarli e quindi di salvare i raccolti nelle tante preghiere scritte sopra le campane si trovano spesso queste formule: "a fulgure et tempestate libera nos Domine" (liberaci, o Signore, dalla folgore e dalla tempesta) oppure "recedat spiritus procellarum" (lo spirito delle tempeste si allontani) oppure "Defunctos ploro, nimbos fugo, festaque honoro" (piango i defunti, fuggo i temporali ed onoro le feste). In qualche paese del nord Italia, è ancora in vigore l'uso di suonare una o più campane campane per allontanare la grandine dai raccolti.

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